SIBERIAN ADVENTURE 2019

Già al ritorno dall’Iran, nel 2017, l’idea di raggiungere la Siberia mi girava per la testa; inizialmente pensavo di arrivare a Vladivostock, proprio davanti al Giappone e di tornare indietro, ma facendo due conti mi resi conto che il tempo a mia disposizione non sarebbe mai stato sufficiente, a meno di non tornare in aereo e spedire la moto via mare. No, piuttosto un tragitto più corto ma in sella alla mia moto, in 30, 40 giorni al massimo avrei dovuto fare il viaggio completo per cui il giro di boa del mio itinerario si spostò da Vladivostock a Krasnoyarsk, nel cuore della Siberia Orientale.


Diario di Viaggio

La Spezia – Italia 🇮🇹, Mittersill – Austria 🇦🇹, Hostinné – Repubblica Ceca 🇨🇿, Warszawa – Polonia 🇵🇱, Lituania 🇱🇹, Rēzekne – Lettonia 🇱🇻, Mosca, Nizhnij Novgorod, Mamadysh, Zlatoust, Kurgan, Omsk, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Kemerovo, Karasuk – Russia 🇷🇺, Astana, Qostanay – Kazakistan 🇰🇿, Satka, Samara -Togliatti, Kamenka, Zeleznogorsk – Russia 🇷🇺, Kiev, Leopoli – Ucraina 🇺🇦, Rimavska Sobota – Slovacchia 🇸🇰, Heviz – Ungheria 🇭🇺, Log-Pod-Mangarton – Slovenia 🇸🇮, Santa Caterina Valfurva, La Spezia – Italia 🇮🇹.

Km totali: 15.387,1
Consumo medio: 4,9 L/100 km
Velocità media: 74,7 km/h
Durata del viaggio: 34 giorni partito il 21.06.2019 e tornato il 24.07.2019
Motocicletta: BMW R1200 GS (K50) 2015

21 Giugno 2019 – 600 km, primo giorno

LA SPEZIA – MITTERSILL
Dobbiaco, sosta vestizione per la pioggia!
Dobbiaco, sosta vestizione per la pioggia!

21 giugno, Solstizio d’Estate! Partito presto dopo aver salutato il mio mare al Piccolo Faro, sul molo di Spezia. La Cisa di mattina è come il Passo del Bracco, magico, pochissimo traffico ed aria fresca, bisognerebbe farlo tutti i giorni. Poi però si arriva in Padana, noiosa e calda così poco prima di Verona ho preso l’autostrada sino a Bressanone e dopo l’uscita mi sono fermato per riposare e mangiare un panino. Da lì diventa tutto bello, valli, montagne e prati verdi, peccato che entrato in Austria è iniziata una pioggerella che poi è diventata un temporale da doversi fermare. Arrivato alla Gastehaus Egger sotto il diluvio verso le 18:45, moto in garage e la signora gentilissima. Cenetta e strudel! Gnam gnam

Hotel Gästehaus Egger – 17 Jochbergthurn, 5730 Mittersill, Austria – ‭+43 6562 8767‬

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22 Giugno 2019 – 585 km, secondo giorno

MITTERSILL – HOSTINNÈ

Furstenzell, perso nelle stradine della Germania

Partito verso le 9, vestito da pioggia ma invece mi ha fregato e non è piovuto! Un pezzo di Austria e poi Germania, strade parecchio trafficate, con la vita dei locali che si muovono, tutti rispettosi della segnaletica stradale e dei limiti di velocità, sono anche d’accordo, ma che palle. Mi sono fermato in un Lidl a comprare il cibo e poi alla prima piazzola mi sono fermato a mangiare. Giornata ventosa, entrato in Repubblica Ceca ha iniziato a piovere piano ma era fastidiosa, i pantaloni della Tucano tengono perfettamente asciutti. Le cittadine sono molto più povere che in Germania ma sono molto belle, stanno restaurando diversi edifici pubblici molto particolari. Sono arrivato a Hostinnè, una meraviglia.

La moto non è una moto, è una bestia!!!

Městský Hotel Dorinka Náměstí 67, Hostinné, 543 71, Repubblica Ceca – Telefono: +420 720 494 600 – 25 euro compresa colazione.


23 Giugno 2019 – 548 km, terzo giorno

HOSTINNÈ – WARSZAWA
Varsavia

Colazione e via, alle 8:45 sono partito, dopo il primo centinaio di chilometri su belle strade in collina nella Repubblica Ceca e poi in Polonia, sono entrato in autostrada. La giornata si è trasformata in una tappa di trasferimento più riposante, anche perché domani mi aspetta un tappone e mi devo alzare presto. Temperature dai 18ºC alla partenza ai 28ºC all’arrivo a Varsavia al solito hotel del 2015 al ritorno da Tallin.

Hotel Wilanów
ul. Jakuba Kubickiego 3,
02-954 Wilanów – Varsavia
Polonia


24 Giugno 2019 – 734 km, quarto giorno

WARSZAWA – RĒZEKNE
Lettonia – Daugavpils

Grande tappone di trasferimento, colazione alle 6:30, preparazione e carico bagagli e partenza verso le 7:30. Giornata soleggiata con temperature fra i 23°C e i 27°C. La prima metà del viaggio quasi tutta autostrada, poi strada normale a due corsie, poco traffico salvo due tappi, certo, di curve molto poche, l’unica variante ogni tanto un discesone e poi un bel salitone dove sprigionare cavalli, e qualche bella rotonda, quello che si dice il paradiso dei motociclisti!

Campi immensi di grano e orzo non ancora dorati costeggiano la strada. In Polonia, lungo l’autostrada che attraversa la foresta, si incontrano spesso degli enormi cavalcavia con delle alte sponde di legno per far passare liberamente gli animali selvatici da una parte all’altra. 

Ho fatto un pezzo di strada assieme ad una coppia di quasi sessantenni finlandesi con la Moto Guzzi Breva che rientravano dalle vacanze in Italia, naturalmente con visita a Mandello del Lario!

In Lituania è cambiato il fuso orario, ora sono avanti di un’ora. Sono finalmente arrivato in hotel alle 18:30 circa locali.

Restart Hotel
Stacijas iela 30B, Rēzekne, LV-4601, Lettonia

Domani entrerò in Russia, speriamo non mi facciano perdere troppo tempo alla frontiera!


25 Giugno 2019 – 694 km, quinto giorno

RĒZEKNE – MOSCA
Sachovskaja, lontana periferia di Mosca.

E anche questa è fatta, sono a Mosca e mi fermo due giorni a vederla. Sono arrivato verso le 19 perché alla frontiera mi hanno fatto perdere due ore. Certo che quando si entra in Russia è come se si aprisse la porta su un altro mondo e in parte in un altro tempo. 

Passata la frontiera scompare tutto, rimane la strada e la foresta ai lati, non si vedono più centri abitati solo stazioni di servizio e pochissimo traffico, quasi deserto. Oggi ho fatto quasi 700 chilometri e ho attraversato una sola città. Ogni tanto si intravedono case oltre le piante, casette di legno, con pali di elettrificazione con gli isolanti come quelli bianchi che avevamo noi una volta, ed un’antennina sul tetto. Oltre la strada principale, perfetta, le strade secondarie sono al 80% sterrate (qui si che fanno off-road). Poi a un centinaio di chilometri da Mosca inizia a cambiare l’atmosfera, il traffico inizia a crescere e la strada diventa autostrada e ti ritrovi coinvolto in un casino pazzesco, ma ordinato, le auto su tre corsie cercano di dare spazio alle moto che sfrecciano fra di loro. E se riesci a staccare gli occhi dall’asfalto e a guardarti intorno ti ritrovi in una città enorme, maestosa, moderna (12 milioni di abitanti), di primo acchito bellissima!

Il viaggio è stato ottimo, giornata con il cielo azzurro, temperatura 22/23°C, andatura sui 90, 100 km/h.

Hotel Katyusha – Kibal’chicha Ulitsa 9, Alexeevsky, 129366 Mosca, Russia


26 Giugno 2019 – sesto giorno

MOSCA
Magnifica serata allo Scrocchiarella di Pokrovka Street con Anastasia e Nicolas.

Giornata dedicata prima alle faccende! Acquisto sim card russa (12 euro), cambio euro in rubli (550 euro), acquisto zainetto dimenticatooo! In giro a piedi per Mosca si ha la sensazione che sia immensa, viali a cinque corsie per senso di marcia, marciapiedi come un’autostrada, insomma è tutto grande, altro che Parigi. Ho acquistato il biglietto della Metropolitana per vedere la Alekseyevskaya Metro Station, si scende quasi in verticale per un sacco di tempo e si arriva in un posto molto pulito, tenuto molto bene con un arredamento singolare e bello, i russi non fanno casino, asiatici, europei o delle regioni caucasiche sembrano tutti vivere bene assieme. Comunque la stazione era bellissima! Poi la sera con il taxi sono andato verso il centro città perché sono stato invitato da un cliente (una catena di ristoranti in tutta la Russia) di un mio importante cliente in un ristorante: Scrocchiarella del quale ho creato il marchio e l’immagine coordinata, per cui sono stato accolto come un principe dalla titolare Anastasia, bella persona, bella serata e buona pizza! Domani è un altro giorno!

SROCCHIARELLA Pokrovka Street, 1/13с1, Moskva, Russia, 101000


27 Giugno 2019 – settimo giorno
MOSCA
Guardia alla tomba del Milite Ignoto – Piazza Rossa, Mosca

Giornata presa con calma, colazione e poi In taxi verso il centro storico, alla Piazza Rossa; peccato che non c’era il sole, anzi una leggera pioggia, così i colori, specialmente quelli della Cattedrale di San Basilio erano sotto tono. Persone di tutte le razze giravano sull’enorme piazza da sole ed in gruppo con le classiche bandierine davanti ad ammirare e fotografare ogni cosa. Davanti al mausoleo di Lenin c’era una fila chilometrica così ho desistito e visto che la pioggia era aumentata sono andato al coperto a passeggiare dentro l’enorme edificio dei lussuosi Grandi Magazzini GUM, roba da ricchi; poi sono andato a riposarmi nei Giardini di Alessandro, davanti al Maneggio. Al ritorno, visto le belle stazioni della Metro di Mosca, mi sono avventurato a prenderla e sono riuscito a vederne due, il problema è che la segnaletica in russo per me è illeggibile, si fa veramente fatica a capire, comunque sono riuscito ad arrivare in hotel così ho iniziato a prepararmi alla partenza di domattina che sembra sarà sotto la pioggia! Temperatura giornaliera 14/19°C.

Hotel Katyusha – Kibal’chicha Ulitsa 9, Alexeevsky, 129366 Mosca, Russia


28 Giugno 2019 – 434 km, ottavo giorno

MOSCA – NIZHNIJ NOVGOROD
I primi incontri!

Sapere di partire in moto con la pioggia ti fa sparire il sorriso dal viso, questa mattina è andata così. Sono uscito da Mosca con il traffico dell’ora di punta, una meraviglia, meno male che il Navigator V BMW (non lo dico per fare pubblicità alla BMW) fa il suo lavoro perfettamente e ti aiuta a concentrarti nella guida e che ieri sera in previsione del brutto tempo mi sono montato sulla moto le provvidenziali muffole. Dopo 60 chilometri circa ha smesso di piovere e alla prima stazione di servizio mi sono fermato per sistemarmi un po’, li ho fatto amicizia con un gruppo di bikers russi che andavano ad un raduno, quando hanno saputo che ero italiano mi hanno fatto un sacco di feste, avevano moto e aspetto da duri balordi, ma erano molto gentili. 

L’euforia per l’interruzione della pioggia è durata poco perché stanno rifacendo pezzi di autostrada e si sono create file infinite di camion che comunque cercano di agevolarti. Il panorama ai lati della strada è completamente diverso dalla prima tappa, quella appena entrato dalla Lettonia, qui lungo la strada fra una foresta e l’altra c’è vita e si attraversano diverse cittadine, spesso case di legno ma anche i classici condomini costruiti al tempo dell’URRS, mi ha colpito l’atmosfera attraversando Vladimir, una città grande dove mi sono fermato per fotografare una bella chiesa ortodossa e mi si è avvicinato un giovane poliziotto, emozionato di aver a che fare con uno straniero; cercando una scusa per dirmi qualcosa mi ha detto a segni, facendo con le mani la croce tipo quella dei passaggi a livello, che non si poteva entrare in città con la moto, era sorridente e gentile. Dopo è di nuovo iniziato a piovere forte, tanto che avevo programmato di passare due ore a Suzdal, che ho letto essere molto bello e dove c’’è anche un piccolo museo dedicato a Tonino Guerra la cui seconda moglie era di Suzdal, ma ho rinunciato. In un’altra stazione di servizio ho incontrato uno slovacco con la Triumph Tiger con targa austriaca e siamo stati un po’ assieme. A circa 100 chilometri da Nizhny Novgorod è scoppiato un temporale con pioggia e grandine che non si vedeva la strada a 20 metri, si fermavano tutti, anche i camion; ho accostato e ho aspettato sotto una tettoia che diminuisse, dopo un quarto d’ora, siamo ripartiti tutti. Arrivato all’hotel in una zona periferica, edificio di recente costruzione con un bel cortile interno per parcheggiare la moto al sicuro. Peccato che non parlano una parola di nessuna lingua a me comprensibile, comunque la camera è bella pulita e mi hanno portato da mangiare una specie di capitone “terribile”. Domani col cibo andrà meglio. Ho steso l’abbigliamento ad asciugare su una stufa elettrica. Buonanotte.

Hotel Balmont
Ulitsa Osetinskaya, 12, Nizhnij Novgorod, Nizhegorodskaya oblast’, Russia, 603040


29 Giugno 2019 – 587 km, nono giorno

NIZHNIJ NOVGOROD – MAMADYSH
l’immenso Volga!

Dopo una buona colazione partenza sotto il cielo grigio. Attraversare Nizhny Novgorod è stato piacevole, traffico ordinato, belle strade con bei palazzi, poi via sulla M7 verso est. Si sente la presenza del grande fiume Volga e attraversarlo è stato emozionante, fra l’altro con un pezzo di strada con salite, discese e curve molto ben disegnate. Dopo un centinaio di chilometri ha iniziato a piovere ma ha smesso velocemente, le strade in questa parte della Russia sono tutte perfette, rifatte da poco, cantieri di lavoro per costruire la nuova autostrada si ripetono e creano file interminabili, meno male che in moto si procede ugualmente. Sono in Tatarstan, la terra dei Tatari (Tartari) una repubblica autonoma associata alla Federazione Russa, dove sembra che l’economia sia abbastanza florida, le case nelle campagne che fiancheggiano la strada sono di muratura e sembrano tutte relativamente recenti. Sto seguendo a grandi linee l’andamento del Volga ed incontrarlo è sempre un piacere, è immenso, come tutto in questa terra. Poi finalmente si ricominciano a rivedere le ombre, è spuntato il Sole, dopo una sosta per cambiare l’abbigliamento via di nuovo, sembra che domani sarà bello, all’orizzonte verso est è tutto chiaro. Anche Mamadysh è stato una sorpresa, una bella cittadina sulla sponda del Vjatka, un affluente del Volga, ottima accoglienza, tutti si vogliono fotografare con la moto, e la sera ho assaggiato il famoso borsch, una zuppa tipica russa, buona. Dopo un’ultima controllata alla moto parcheggiata all’aperto davanti alla porta dell’hotel con bloccadisco davanti, catena dietro e antifurto attivato sono andato a letto abbastanza tranquillo.

Grk Aprel’ Mamadysh Hotel
Ulitsa Karla Marksa 14, 422191 Mamadysh, Russia


30 Giugno 2019 – 681 km, decimo giorno

MAMADYSH – ZLATOUST
Sim, sugli Urali, con Denis

Che bella giornata!

Ho lasciato Mamadysh verso le 9:00, con il cielo di nuovo grigio e dopo una mezz’ora ha iniziato a piovere, non forte, ma continuativo. Sono entrato nella Repubblica del Baškortostan e mi sono fermato per fare il pieno, che non ho fatto perché non aveva la 95 ottani ma solo la 92, è passata una Yamaha Super Ténéré azzurra e l’ho raggiunta. Così ho conosciuto Denis, un motoviaggiatore di 34 anni di Nižnevartovsk, una città nella zona petrolifera nel nord della Russia che stava rientrando a casa da un viaggio di 20.000 km in solitaria di due mesi in Georgia, Azerbaigian e Turchia. Dopo i saluti sotto la pioggia abbiamo deciso di fermarci a mangiare assieme, così dopo una sessantina di chilometri ci siamo fermati in una trattoria lungo la strada. Naturalmente ho ripreso il borsch e altri piatti scelti da Denis, niente male, quando la proprietaria ha saputo che ero italiano, non c’è stato niente da fare, ha offerto lei! 

Baschiria, dalle parti di Verkhneyareyevo, il pranzo con Denis e l’amica Russa.

Passato Ufa la strada ha iniziato a salire, intorno ai 700/800 mslm, sono nella parte meridionale degli Urali che dividono la Russia Europea da quella Asiatica, nessuna vetta, ma almeno la temperatura è di nuovo scesa, perché era salita ai 29°C, il paesaggio è cambiato e giurerei che nella foresta ci siano gli Orsi. Viaggiando con Denis ho imparato a guidare “alla russa”, abbiamo fatto tutto il viaggio assieme e al rifornimento di benzina mi ha offerto il pieno di carburante, non c’è stato niente da fare neanche con lui, alla mia destinazione ci siamo salutati con la promessa di rincontrarci e lui ha proseguito per Chelyabinsk. Arrivato a Zlatoust, verso le 21:30, si perché è cambiato il fuso orario e sono 3 ore avanti rispetto l’Italia.

Bellmont
Street Taganayskaya 194A, 456200 Zlatoust, Russia


01 Luglio 2019 – 434 km, undicesimo giorno

ZLATOUST – KURGAN
Il riposo della bestia!

Giornataccia!

Proprio al momento della partenza ha iniziato la solita pioggerella maledetta, già mi pregustavo l’abbigliamento libero e invece vai di pantalone impermeabile! Poco dopo la partenza, appena entrato nell’M5 ho incontrato un altro bikers russo con una Honda 1000 4 cilindri diretto a Vladivostock, abbiamo fatto un po’ di strada assieme e poi ad un distributore ci siamo salutati (per gli spezzini come se andasse a Rebocco!). Breve discesa dagli Urali e poi via di nuovo in pianura verso Chelyabinsk, ma ora siamo in Asia, nella Russia Asiatica, gli Urali la dividono da quella Occidentale Europea. Il percorso di oggi è stato abbastanza breve, poco più di 400 chilometri, ma parecchio noioso, immensi campi di grano ancora verde, grandi foreste, piccole foreste, l’unica variante è stata una bella interruzione stradale lunghissima per il solito cantiere autostradale. Compatibilmente all’itinerario cerco sempre delle piccole / medie città per dormire, mi sembra che rappresentino di più l’anima di un popolo, le metropoli sono più simili fra di loro, ovunque siano. Sono arrivato a Kurgan abbastanza presto, così mi sono lavato un po’ di roba e ho fatto un po’ di regolazioni alla moto, visto le lunghe tappe, ho spostato il manubrio un po’ indietro, domani vedrò se va meglio, la moto quasi puzza di cadavere degli insetti spiaccicati da tutte le parti, quindi una pulitina al fanale, ai faretti e allo schermo, ora è pronta per un’altra giornata!

La sera, nel ristorante dell’hotel, mi son fatto un altro borsch!

Academia Hotel
Ulitsa Koli Myagotina, 100, Kurgan, Kurganskaya oblast’, Russia, 640000


02 Luglio 2019 – 661 km, dodicesimo giorno

KURGAN – OMSK

Verso EST!

Dopo una bella colazione sostanziosa ho lasciato Kurgan dove all’hotel sono stati molto gentili. Tappa lunga e bella, ma faticosa perché per un bel pezzo (150 km) c’era un forte vento laterale, e la sfortuna ha voluto che succedesse proprio quando la strada era con molte buche, quindi ero costretto a contrastare il vento e nello stesso tempo evitare le buche! 

Atmosfera della giornata positiva, finalmente non ha piovuto per niente e la temperatura è salita intorno ai 26/28°C, se le temperature saliranno ancora, toglierò le muffole. Sono nella Siberia Occidentale, il paesaggio è sempre simile, ma è più selvaggio, più estremo, la natura prevale maggiormente e le strade purtroppo sono peggiorate. Mi sono fermato a riposarmi in mezzo al niente, un laghetto a destra ed uno a sinistra, traffico scarso, solo il rumore del vento. 

E anche oggi ho scroccato un sandwich: in una delle soste alla stazione di servizio ho preso un sandwich e in fila per la cassa un camionista, dopo avermi citato Italia e la moto fuori, ha voluto offrire lui, continuiamo così!

Arrivato ad Omsk all’hotel sono stati molto accoglienti ed hanno fatto di tutto per farmi mettere la moto sotto la loro telecamera! Speremo ben! A letto presto!

Zhukov Inn – Улица Маршала Жукова, 105/18, 644046 Omsk, Russia


03 Luglio 2019 – 663 km, tredicesimo giorno

OMSK – NOVOSIBIRSK
Novosibirsk, serata sull’Ob.

Un’altra partenza con la pioggia, poi dopo mezz’ora ha smesso. Oggi ho fatto 1 km più di ieri, incredibile!

Il paesaggio si ripete, certo che la Russia è proprio grande, ma grande grande, fra una città e l’altra è come se ci fosse il vuoto, dove vivono i contadini che lavorano la terra non si riesce a vedere, in tanti chilometri solo poche volte ho visto villaggi all’interno. Poi si arriva nelle città e anche se molti dei palazzi sono quelli del periodo comunista, si integrano bene con quelli più recenti. Lungo la strada ho superato un cavalcavia dove sotto c’erano i binari della Transiberiana, mi piacerebbe farne almeno un pezzo. Negli ultimi chilometri la temperatura è salita sino ai 29°C, domattina valuterò l’abbigliamento da indossare. Sono arrivato a Novosibirsk in un hotel mega galattico (32 euro) e dopo essermi piazzato sono andato a mangiare in un parco sul fiume Ob! Che posto. 

River Park Hotel – Dobrolyubova Ulitsa 2, 630009 Novosibirsk, Russia


04 Luglio 2019 – 798 km, quattordicesimo giorno

NOVOSIBIRSK – KRASNOJARSK
Krasnoyarsk, il giro di boa!

Sveglia alle 6:00, mega hotel = mega colazione, partenza verso le 7:40. Finalmente una bella giornata col sereno, senza abbigliamento da pioggia! All’uscita da Novosibirks e sino a Krasnoyarsk il paesaggio è cambiato, è tutto un saliscendi di colline, non alte, si arriva al massimo a 450 mslm, ma è “tanta roba” rispetto ai giorni passati, e quello che più conta: CURVE, curve vere, lunghe, con dei bei raggi. Oggi è stata la tappa più lunga del viaggio, ma non mi sono annoiato per niente, c’era vita sulla strada e ho attraversato diversi villaggi e cittadine. Qualche interruzione per i soliti lavori in corso che ormai affronto all’italiana (superando tutti) con scioltezza. In una delle soste per fare benzina, una coppia con amici che era stata in vacanza in Italia a Rimini, mi hanno fatto un sacco di domande e complimenti e hanno voluto essere fotografati insieme! Anche l’arrivo a Krasnoyarsk, la città del “giro di boa” è stato piacevole, c’è un’atmosfera solare, il fiume Enisej sulla sponda del quale si trova il mio hotel mi ha ricordato una vista della mia città, e pensare che qui mandavano al confino i dissidenti. Ho già lavato tutta la biancheria, ora una giornata di riposo e poi inizia la fase del ritorno attraverso il Kazakhstan. 

Prima di andare a dormire sono tornato a controllare gli pneumatici, non sono affatto male, hanno percorso 7300 km, quello anteriore sembra nuovo, credo che con il posteriore tranquillamente ne farò almeno altri 3000!

Devo vedere se posso sostituirlo dalle parti di Samara!

Ogni Yeniseya – Dubrovinskogo St, 80, Krasnoyarsk, Krasnoyarskiy kray, Russia, 660049



05 Luglio 2019 – quindicesimo giorno

KRASNOJARSK
Krasnoyarsk - Siberia
Krasnoyarsk – Siberia

Giornata tranquilla a recuperare energie, lavaggio indumenti e in parte pulizia della moto e passeggiata lungo il fiume Enissej. 

Ho fatto un salto con la moto alla BMW Motorrad di Krasnoyarsk, mi hanno dato un adesivo del BMW Motorrad Club della Siberia, lo conserverò con cura. 

Ho rimandato la sostituzione del pneumatico posteriore perché c’è ancora parecchio battistrada, e ne ho organizzato la sostituzione a Kiev, sono riuscito a trovare la Metzeler Karoo Street in Ucraina, un tipo ucraino su un gruppo Facebook, mi ha messo in contatto con un meccanico (non ufficiale BMW) che mi risolverà il problema. Bello trovare questo supporto in rete, già al ritorno del mio viaggio a Tallin nel 2015 il mio amico Renato Passoni mi aveva organizzato perfettamente il cambio degli pneumatici a Varsavia ed avevamo passato una bella serata insieme nel centro storico.

Mi sembra impossibile essere qui a bermi un caffè davanti al fiume, nella terra dei Cosacchi, se traccio una retta verso sud sotto di me ci sono la Mongolia, la Cina, il Bangladesh! Incredibile, quando ero bambino e d’estate andavamo in campagna a 15 chilometri dalla città, mia madre mi dava lo “zucchero di latte” perché diceva che quando si cambiava aria era meglio essere puliti dentro! Se vedesse quante arie ho cambiato in questo viaggio! 

Domani si riparte, inizia il rientro.

Ogni Yeniseya – Dubrovinskogo St, 80, Krasnoyarsk, Krasnoyarskiy kray, Russia, 660049



06 Luglio 2019 – 549 km, sedicesimo giorno

KRASNOYARSK – KEMEROVO
Russia, Siberia - Bogotol'skiy rayon
Russia, Siberia – Bogotol’skiy rayon

Un’altra bella giornata, niente colazione perché è sabato e la colazione era dalle 8:00 in poi, troppo tardi per i miei piani. Rifaccio con piacere la strada sino a Kemerovo perché era proprio bella. Ormai come sempre partenza con la pioggia, ma ho imparato ad apprezzarla, basta partire con l’abbigliamento giusto e si va una meraviglia, molto meglio del caldo appiccicoso! Non dura mai molto, su 500 km avrà smesso e ripreso a piovere due volte per una trentina di chilometri e la temperatura si mantiene vivibile sui 20/23°C. La luce era bellissima, raggi di sole filtravano fra le nuvole cupe e minacciose e si perdevano nel verde dei campi di grano ancora acerbo. Le soste alle stazioni di servizio stanno diventando occasioni di contatto sempre più piacevoli, ogni volta complimenti da camionisti ed altri personaggi che mi vogliono stringere la mano, oggi ho incontrato un ragazzo russo in bicicletta tutta bardata che veniva da Irkutsk vicino al lago Bajkal, siamo stati un po’ a parlare, ognuno la sua lingua con in mezzo qualche parola in inglese, ma ci siamo capiti benissimo. Più avanti, dalle parti di Mariinsk sono rimasto colpito dalla bellezza di una Chiesa e mi sono fermato per fotografarla, stavo per andarmene quando sono arrivate diverse auto e ne sono scese persone tutte vestite con addosso un indumento di color azzurro / indaco, era un matrimonio e gli sposi hanno chiesto se permettevo di fare le foto sulla mia moto. Non vedevo l’ora, è stata una bella esperienza. Mi sono abituato alle tappe lunghe per cui quella di oggi mi è sembrata velocissima, sono arrivato a Kemerovo in un baleno, altro hotel mega galattico, ottima cena, ne avevo bisogno. Vado a dormire!

AZIMUT Hotel Kemerovo Prospekt Lenina, 90/4, Kemerovo, Kemerovskaya oblast’, Russia, 650036

N 055° 20.730, E 86° 7.802



07 Luglio 2019 – 652 km, diciasettesimo giorno

KEMEROVO – KARASUK

Ordynskoe, in strada per Karasuk.
Ordynskoe, in strada per Karasuk.

Domenica mattina soleggiata, temperatura sui 21°C, strade semi deserte, si va una meraviglia, uscito da Kemerovo con il solito saliscendi delle colline, i panorami sono aperti, ci sono meno alberi frangivento lungo la strada e si vedono i paesi e le persone lavorare negli orti e nei giardini. Arrivato prima di Novosibirsk il Navigator della moto mi suggerisce di prendere la tangenziale, il TomTom Go invece dice di attraversarla, con un risparmio di quasi 50 km, do retta a lui, devo preservare le gomme al massimo. Ho fatto la scelta giusta, il traffico non è insostenibile, e poi almeno vedo un po’ di vita russa. All’uscita sud della città c’è molto movimento, mercato dei fiori e stazione autobus. Dopo pochi chilometri giro a destra verso Karasuk e cambia tutto, la strada è semi deserta, nel mio senso di marcia non c’è nessuno, il fondo stradale non ha buche ma è sconnesso e si continua a saltellare, inoltre si è alzato il vento, alla lunga è faticoso, ma il panorama è appagante, nuvolette bianche si stagliano sul cielo azzurro, una grande mandria di mucche, lontano, si muove lentamente guidata dal mandriano a cavallo. Dalle auto spesso mi salutano e così sono arrivato a Karasuk, all’hotel London City, ma non sanno una parola di inglese, giusto “I love youuu”, gli piacevano i Beatles e così… Comunque molto gentili, ho potuto dare una lavata alla moto perché era inavvicinabile, mi sporcavo a toccarla e puzzava di insetti morti e spiaccicati ovunque!

Domani dovrei entrare in Kazakistan, spero non mi facciano perdere tempo al confine!

London City Hotel Ulitsa Kutuzova, 37, Karasuk, Novosibirskaya oblast’, Russia, 632868

N 053° 43.711, E 78° 3.151



08 Luglio 2019 – 648 km, diciottesimo giorno

KARASUK- ASTANA

Kazakhstan, in strada verso Astana.

Pensare che questa mattina ero ancora dalla signora a Karasuk in Russia! Che giornata, si, anche questa, alla frontiera sono stati gentilissimi, sia i russi che i kazaki, mi sono fermato a fare l’assicurazione (12 euro) perché il Kazakistan non è coperto dalla “carta verde” e mentre aspettavo ho fatto qualche scatto fotografico per documentare, è uscito un tipo e ha preteso il mio iPhone e mi ha cancellato le foto della frontiera e le ha cancellate anche dalla memoria, ma è rimasto fregato perché le avevo scattate con Wikiloc così una copia è rimasta! In pochi chilometri il paesaggio è cambiato completamente e i grandi campi coltivati della Siberia sono diventati steppa, ho attraversato la steppa del Kazakistan, la più estesa del mondo, pochissime le piante, una immensa prateria con erba e piccoli arbusti interrotta solamente dalla strada e dalla linea elettrica, tutte e due in lavorazione, stanno cambiando pali della linea elettrica e ci sono grandi cantieri aperti per costruire una autostrada esagerata fra Pavlodar e Nur Sultan (Astana). La temperatura mano mano che mi avvicinavo alla metà saliva, dai 19° del mattino siamo arrivati ai 31 di Astana, così questa sera, al ritorno dal ristorante ho tolto le muffole, mai pensata è stata così indovinata di portarle, mi hanno riparato le mani dalla pioggia da Mosca a Krasnoyarsk!

Ora dormo, buonanotte!

Elite Apart-Hotel – Raqymjan Qoshqarbayev Avenue 10\1, Nur-Sultan 010017, Astana, 010017 a Kazakistan

N 051° 7.637, E 71° 28.187



09 Luglio 2019 – diciannovesimo giorno

ASTANA (NUR-SULTAN)


Ho passato la giornata a girare Astana, è incredibilmente bella e affascinante, capitale del Kazakistan dal 1997; la vecchia Almaty sembra fosse troppo a sud e in territorio fortemente sismico, è ricca di palazzi modernissimi che sembrano astronavi e di palazzi istituzionali enormi progettati da grandi architetti, c’è anche una fra le più grandi e belle Moschee del mondo. Si sta sviluppando velocemente, ma per ora non ne ha la popolazione, ha solo 1 milione di abitanti e tutta la nazione ne ha circa 18 milioni, per cui è un po’ vuota, nei giardini presidenziali e nei luoghi più turistici non c’era quasi nessuno, comunque è assolutamente da visitare!

Domattina di nuovo in strada, verso ovest, mi fermerò un giorno a Qostanaý.

Elite Apart-Hotel – Raqymjan Qoshqarbayev Avenue 10\1, Nur-Sultan 010017, Astana, 010017 a Kazakistan

N 051° 7.637, E 71° 28.187



10 Luglio 2019 – 707 km, ventesimo giorno

ASTANA- QOSTANAÝ

La fermata del bus nella steppa!

On the road again. 

Direzione nord-ovest, alla partenza 20°C, poi è salita a 33°C all’arrivo. 

Ho attraversato 700 km di steppa, di infiniti campi di grano, (il Kazakistan è fra i maggiori produttori al mondo), ma a differenza della autostrada percorsa per arrivare ad Astana, questa era come una grande statale e non aveva nessun cantiere aperto, ho attraversato due cittadine con stazioni di servizio e poi il nulla. Quando ti prende l’angoscia della mancanza di benzina è terribile, malgrado la tanica da 5 litri di scorta, in Kazakistan mi è successo due volte, risolte senza problemi con un margine di 30 km circa!!! Nella tappa di oggi la tipa del distributore non voleva accettare la carta di credito (non ho cambiato euro in tenge, la moneta kazaka!) per cui sono intervenuti in mio favore clienti kazaki e dopo 5 minuti di trattative mi ha accettato la VISA, tutto questo senza che nessuno parlasse una lingua per me comprensibile.

Il bello di viaggiare così è che si arriva in un posto nuovo e chilometro dopo chilometro si entra nella cultura che ti ospita, mano mano che procedi nel viaggio impari a conoscere il loro tipo di vita, le loro abitudini, i loro modi di fare, i loro comportamenti nella vita quotidiana. E lentamente questo entra dentro di te, ti ci riconosci e ti fa crescere dentro. 

Sto recuperando le ore, a Qostanaý il fuso orario è di solo 3 ore in più di Roma, qui fa parecchio più caldo, di primo acchito la città non sembra male, è comunque una città vera, non come Astana.

Hotel Gloria  Al Farabi Ave 26, Qostanaý 110000, Kazakistan



11 Luglio 2019 – ventunesimo giorno

QOSTANAÝ

Giornata tranquilla a recuperare energia. Dopo una buona colazione, visto l’opportunità del tubo dell’acqua in giardino, ho dato una lavata sommaria alla moto, poi armato di capellino e occhiali da sole mi sono diretto verso il centro città che ha intorno ai 230.000 abitanti, mica piccola! Grandi viali, grandi piazze, grandi giardini e grandi centri commerciali con ogni bendidìo, senza dubbio lo spazio qui non manca. Il cielo è coperto, c’è maccaja, la temperatura sui 29°C, c’è parecchia gente in giro e nei giardini, poche persone anziane, molti giovani e un sacco di madri con bambini in giro con i grilli, per strada visi tranquilli, tutti con gli smartphone in mano, proprio come noi!

Nella zona vicino all’hotel ho mangiato un’insalata greca niente male, poi torno in hotel a sbrigare un po’ di lavoro in ufficio!

C’è anche il MacDonalds, questa sera quasi quasi mi faccio un bel panino, faccio un tuffo in occidente.

Domattina si riparte, ho cambiato l’itinerario, non mi fermerò a Zlatoust ma a Satka, qualche chilometro più avanti, così è più breve la tappa successiva.

Hotel Gloria  Al Farabi Ave 26, Qostanaý 110000, Kazakistan

N 053° 12.564, E 63° 38.533



12 Luglio 2019 – 498 km, ventiduesimo giorno

QOSTANAÝ – SATKA

Satka, sul lago.

Tappa relativamente breve, partenza verso le 8:30. Uscito da Qostanaý ricomincia la steppa. La temperatura oggi è più alta, già alla partenza sui 23°C poi mano mano in giornata è salita intorno ai 29/31°C, meno male che ho messo la giacca estiva di Dainese, ho viaggiato benissimo. Ho attraversato una cittadina con un sacco di stalle con allevamento di mucche. Arrivato alla frontiera ho superato una quantità di camion e auto incredibile, una volta alla sbarra sono stati tutti gentili, anche se è faticoso perché nessuno parla inglese, solo russo, kazako e qualcuno il tedesco. Comunque me la sono cavata abbastanza velocemente, un’oretta circa e via, welcome in Russia, l’unica frase comprensibile. Per non fare la solita autostrada ho scelto una strada interna, di poco più breve, ma che mi permettesse di vedere un po’ di vita vera, e devo dire che l’ho vista, non sembra un gran che, villaggi di contadini con case di legno e strade conciate male, per un centinaio di chilometri non puoi staccare gli occhi dall’asfalto perché è pieno di buche, buche grandi, quasi come quelle nel sud dell’Ucraina. Avvicinandomi agli Urali, la strada ha ripreso a salire di quota, salite, discese e un po’ di piacevoli curve, l’ultimo pezzo ho ripreso necessariamente l’autostrada. Piacevole sorpresa Satka con il lago e le belle casette, rimessa un po’ a posto, eliminato qualche vecchio pezzo arrugginito di archeologia industriale, sarebbe magnifica!

L’hotel è molto poco individuabile, ma non è male, tutto nuovo, un po’ troppo caro per i miei gusti: 54 euro ma è l’unico!

Гостевой дом Визит 47 Proletarskaya Ulitsa, Satka, 456910, Russia

55.035544, 58.969690



13 Luglio 2019 – 682 km, ventitreesimo giorno

SATKA – SAMARA

Di nuovo Urali.

Colazione da schifo, neanche il caffè! Partenza alle 8:45, 30°C, la prima ventina di chilometri attraverso villaggi con strade deserte di qualità così così, poi si entra nella superstrada M5 Ural ed inizia la guerra! Salitone e discesone con traffico intenso, intervallato da qualche fila chilometrica per lavori in corso e per un incidente, qui stanno molto attenti alla segnaletica stradale, chi passa la linea continua viene crocefisso! Scherzo, ma da come mi ha insegnato Denis, bisogna stare molto attenti, piuttosto superare a destra sullo sterrato o aspettare che l’auto si sposti sulla destra (e lo fanno quasi tutti). Mentre superavo la fila interminabile (2/3 km) proprio una delle ultime auto in mezzo ai camion era quella della polizia! 😱

Mi sono detto, polizia corrotta!!! sono arrivato sin qui, nessuno mi ha mai fermato, nessuno mi ha chiesto dei soldi ed ecco che ora mi hanno beccato, e invece no, arrivatogli di fianco mi sono fermato mi ha detto qualcosa in russo e poi si è messo ad armeggiare con lo smartphone, mi sono infilato davanti a lui, “Adesso chiama i colleghi più avanti e mi fa fermare! Perdo la giornata! Chissà che multa!!!” Niente, al semaforo verde, poco più avanti via libera!

Sono ripassato nella zona dei bassi Urali che arriva intorno ai 700 mslm ed è tutta una foresta, ma non ho visto nessun animale, solo un berqut, la piccola aquila mi è sbucato da sinistra e per poco non ci siamo scontrati, bella così da vicino!!!

Uscito dagli Urali si scende intorno ai 250 mslm, tutto collinoso con piantagioni di grano, mais e boschi, il legno qui non manca!

Il cielo si è rannuvolato e la temperatura è scesa sui 19°C così mi sono fermato in una stazione di servizio per vestirmi, mangiare e per miscelare la benzina, avevo messo la 92 ottani e sferragliava, così ho rifatto il pieno di 100 ottani, andava che sembrava avessi il turbo! Spero non abbia causato problemi al motore.

Arrivato a Samara (1 milione abitanti) hotel in periferia sulla strada per Tolyatti, ottima accoglienza, moto in garage. Domani vado a visitare il museo della Zigulì.

Angel Hotel Krasnoglinskoe Shosse 92 Samara, 443026  Russia



14 Luglio 2019 – 165 km, ventiquattresimo giorno

SAMARA – TOLYATTI – SAMARA

Verso il Museo della Zigulì.

Dopo fatto colazione ho tirato fuori la moto dal garage per andare a vedere la vicina Tolyatti ed il museo della AutoVaz, la mitica fabbrica di auto realizzata negli anni 60/70 in collaborazione con la FIAT, ma che delusione, all’indirizzo ho trovato diversi edifici con su la scritta del Museo, ma tutto chiuso, sembra abbandonato da anni, forse ho sbagliato indirizzo!!! Ho fatto un giro per la città e poi sono tornato verso Samara a preparare le future tappe. 

In questo hotel si sta proprio bene e si mangia anche abbastanza bene, peccato che questa sera non c’era il borsch, l’avrei preso volentieri.

A letto presto! Buonanotte!

Angel Hotel Krasnoglinskoe Shosse 92 Samara, 443026  Russia



15 Luglio 2019 – 480 km, venticinquesimo giorno

SAMARA- KAMENKA

Russia - Penzenskiy rayon
Russia – Penzenskiy rayon

Bella giornata! Ho lasciato Samara con traffico intenso, pioggia e pozzanghere, nell’attraversamento di Toyatti era fastidioso, poi per niente, anzi, temperatura perfetta per viaggiare. Dopo 150 chilometri circa la giornata si è trasformata: traffico dileguato e 23°C soleggiato con nuvole bellissime che scorrazzano nel cielo azzurro. Normalmente rispetto abbastanza le regole stradali, mantengo una velocità sui 95 / 115 kmh a parte i sorpassi dove, sui salitoni, è una meraviglia scalare in Vª, aprire il gas e a metà sorpasso di due o tre camion rimettere la VIª e volare via come il vento, faccio molto uso del “cruise control” ci si rilassa veramente! La campagna ai lati della strada mette bene, nelle zone ventose ci sono gli alti alberi frangivento, ho attraversato diverse cittadine di piccole case di legno con il lato sulla strada elaborato ed arricchito con fregi e tre o quattro finestre con bordi intarsiati parecchio vicine fra di loro, le più malandate sono abbandonate, altre più sistemate sono vissute, sono molto simili fra di loro, hanno la staccionata di tavole di legno e spesso un piccolo orto, poi ci sono quelle moderne, sempre di legno. Arrivato a Penza ho evitato la tangenziale e la ho attraversata, mi è sembrata accogliente e tenuta bene. Ho trovato una sistemazione lungo la strada, a Kamenka, non è male, 35 euro, e con 8 euro ho mangiato. Buonanotte! Hotel Kuvaka, 72 kn of Penza – Tambov Highway, Kamenka, 442240, Russia

Angel Hotel Krasnoglinskoe Shosse 92 Samara, 443026  Russia



16 Luglio 2019 – 716 km, ventiseiesimo giorno

KAMENKA – ŽELEZNOGORSK

Oggi ho voluto provare l’avventura di non prenotare l’hotel, di cavarmela senza Booking.com e son rimasto fregato, sono finito a Železnogorsk in una topaia a 28 euro, mica poco, meno male che ho il sacco letto! Comunque ne ho visti di molto peggio.

La giornata è stata lunga e soleggiata e a parte sino a Tambov, dove la temperatura era arrivata a 29°C, poi è scesa verso l’arrivo sui 20°C, è caduta anche qualche goccia di pioggia. I panorami sono sempre i soliti, ma in questa zona i campi di grano non sono verdi ma gialli, il grano è già stato mietuto e poi ci sono grandi distese di mais e di barbabietole oltre al girasole, i colori cambiano continuamente; sento già che questi spazi mi mancheranno.

Per strada, a Tambov, sono rimasto colpito dalla bellezza della Cattedrale dell’Ascensione, veramente una meraviglia, fuori e dentro.

Questa mattina ho controllato il pneumatico posteriore Metzeler Karoo Street e il battistrada dopo 12.000 chilometri ancora regge, incredibile! Avevo preso accordi per sostituirlo a Kiev, ma visto il suo stato miracolato ho deciso di continuare!

Domani sarà il mio ultimo giorno in Russia.

Motel Veretenino, Železnogorsk, Russia – (Da non andarci mai).


17 Luglio 2019 – 420 km, ventisettesimo giorno

ŽELEZNOGORSK – KYIV

KYIV

Niente colazione, sono scappato via presto, alle 7:30 ero già in strada. A Samara un tipo in hotel mi aveva messo un po’ in apprensione per il passaggio della frontiera Russia/Ucraina, non mettere adesivi russi che altrimenti gli ucraini… Poi al telegiornale che non vedo e non capisco, ma nel ristorante dell’hotel ti toccava vederlo per forza, vedevo che parlavano dell’Ucraina con tono molto “polemico” e che l’atmosfera fra di loro è piuttosto tesa, per cui ero un po’ come dicevo “in apprensione” e invece mai stati così gentili e rapidi, sia i russi in uscita che gli ucraini in entrata!  Bene, e anche questa è fatta, sono in Ucraina, di nuovo in Europa Occidentale, il paesaggio non cambia molto, solo che l’impressione è che siano molto più poveri, in Russia spesso si vedevano auto di intere famiglie in vacanza con bambini ferme lungo la strada a riposarsi del viaggio, qui chi si muove è per lavoro, per produrre, nel tragitto dalla frontiera a Kiev, il traffico è inesistente, solo pochi camion e pochissime auto, qui di classe media c’è n’è poca, ricchi ricchi o poveri poveri. Passata la frontiera ai lati della strada si vedono misere case di legno e se il primo tratto di asfalto era buono, gli ultimi 250 chilometri era tutta una toppa, si salta continuamente, e meno male che non ci sono buche come a sud, perché dalle parti di Odessa è terribile. Arrivato a Kiev, (3 milioni di abitanti) naturalmente cambia tutto, la città sembra molto bella, qui la classe media si vede, domani cercherò di vederla meglio. 

Ho tolto dal BMW Navigator V la mappa della Siberia e ho riattivato quella dell’Europa Occidentale, mi ha fatto effetto!

L’hotel non è male, ma si sente vagamente il rumore della metro che passa sotto!!!

Hotel Evropeyskiy – Dilova St, 14А, Kyiv, Ucraina, 02000



18 Luglio 2019 – 14 km, ventottesimo giorno

KYIV

Niente da dire, Kyiv è proprio bella, sono uscito dall’hotel diretto verso la piazza principale, la grande Piazza dell’Indipendenza e mi sono fermato a fare colazione in un localino carino, tanto per guardarmi intorno ed assaporare l’atmosfera della città, dovunque vai trovi Wi-Fi free, c’è anche la rete cittadina che funziona abbastanza bene, non era male neanche il croissant con il caffè americano! La città è attraversata dal fiume Dnepr, è molto estesa, non è pianeggiante, si sviluppa anche in collina io ho camminato per 14 chilometri ed ho visto solo la parte centrale, viali larghissimi e un sacco di gente che si affanna in un senso e nell’altro con gli smartphone in mano, grandi centri commerciali e la vita tipica delle grandi città. Ho visitato il Monastero di San Michele e la Cattedrale di Santa Sofia con un sacco di cupole dorate. Per chi ama l’architettura ci sono un sacco di bellissimi ed imponenti palazzi. 

C’è una grande rete della Metro (quella che fa tremare il pavimento del mio hotel, meno male che di notte si ferma) con praticamente un’altra città sotterranea.

Qui siamo un’ora avanti rispetto all’Italia, piano piano sto rientrando nei ritmi normali.

Domani si riparte, ho lavato un po’ di biancheria e ho dato una pulita anche alla moto, ora vado a cercare qualcosa da mangiare.

Hotel Evropeyskiy – Dilova St, 14А, Kyiv, Ucraina, 02000



19 Luglio 2019 – 548 km, ventinovesimo giorno

KYIV – L’VIV

Ucraina - Oles’ko Castle
Ucraina – Oles’ko Castle

Mi devo rimangiare tutti i giudizi espressi rispetto all’entrata dalla Russia, da Kyiv (loro vorrebbero essere chiamati Kyiv e non Kiev) sino a Leopoli è cambiato tutto. L’atmosfera è più piacevole, le strade sono tutte in buono stato, direi meglio che da noi, stanno costruendo la seconda carreggiata dell’autostrada e le cittadine ai lati man mano che si prosegue sono sempre più curate, è come se si entrasse gradualmente in Europa Occidentale; comunque, anche prima, dove sembrava più povera, le strade erano più pulite che da noi, sia in città che fuori, è difficile vedere cartacce in giro, sono più rispettosi di noi, di spazzatura non se ne vede! Le case sono tutte belline e in muratura. La sensazione è che l’economia non sia così male. Lungo la strada sono comparsi cartelli segnaletici turistici! Sono andato a visitare il castello di Oles’ko, restaurato negli anni ‘70: mobili, arazzi, quadri e suppellettili niente male, c’erano pullman e famiglie a visitare. Arrivato nella periferia di L’viv (Leopoli), l’hotel non sembra male. 

Devo decidere l’itinerario per domani. Ora vado a mangiare qualcosa!

Hotel Galaktika – Galytska Street 21b, Vynnyky, 79495, Ucraina

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20 Luglio 2019 – 471 km, trentesimo giorno

L’VIV – RIMAVSKÁ SOBOTA

Ho deciso, niente Budapest, troppo casino, passo dalla Slovacchia 🇸🇰 per strade sconosciute. Vedremo!

L’ho indovinata!!! Giornata stupenda all’interno dell’Ucraina, strade bellissime, nel senso dei panorami e della vita che scorreva intorno e sorpresa: curve, finalmente un po’ di curve, le prime non riuscivo a farle, la moto era sbigottita di doversi inclinare di qua e di là e ancora di più le gomme, così ora si consumano un po’ sui lati! 

Da Leopoli con strade di secondaria importanza sono salito di quota sino a quasi 900 mslm e sono finito vicinissimo al confine fisico con la Polonia, e sino li la strada ed il fondo stradale erano perfetti, poi è iniziata la discesa ed il fondo stradale è diventato pessimo sino alla frontiera con la Slovacchia. Un sacco di toppe e un sacco di buche, eri costretto ad andare piano, sui 60 km/h ma era comunque appagante perché la strada attraversava quasi ininterrottamente paesi, le case sui lati con le persone che si vedevano, parlavano fra di loro, erano sedute ai tavoli nelle osterie a bersi qualcosa!!! Le Chiesette con i tetti dorati o colorati con colori accesi, galline che attraversavano, donne con il bastone in mano per guidare le mucche verso casa, insomma una finestra sulla vita ucraina, sembrava di essere tornati indietro nel tempo, all’Italia degli anni 50/60. Al distributore mi si è avvicinato un tipo e ha voluto stringermi la mano, soddisfatto che io visitassi la sua terra! Quasi esclusivamente il traffico locale, con la linea ferroviaria parallela alla strada. Proprio un bel vedere. Poi sono arrivato alla frontiera con la Slovacchia, in Unione Europea e mi hanno controllato tutte le borse manco fossi un assassino, il “burbero doganiere” ha voluto vedere anche i chilometri percorsi dalla moto, forse per controllare che non stessi facendo entrare clandestinamente una moto nuova! Comunque ora sono di nuovo in Occidente e devo dire che di primo acchito non mi entusiasma un gran che: strade più strette, traffico intenso, cartelli pubblicitari, meno male che ci sono le curve, e che si sale di quota. Poco prima di arrivare a destinazione, in mezzo alla campagna slovacca è scoppiato un forte temporale e mi sono fermato sotto un cavalcavia a godermelo e ad aspettare che diminuisse, sopra i campi di girasole è spuntato un arcobaleno stupendo. Arrivato all’hotel mi dicono che il sabato il restaurant chiude alle 20:00. Ho comprato un po’ di cibo al market davanti. 

Hotel Zlaty Byk – Námestie Štefana Marka Daxnera, 97901 Rimavská Sobota Slovacchia



21 Luglio 2019 – 366 km, trentunesimo giorno

RIMAVSKÁ SOBOTA – HÉVIZ

Ieri sera ho mangiato un po’ di frutta, questa mattina ottima colazione e via verso le 8:45.

Non sono più abituato a queste temperature, alla partenza intorno ai 24°C, lungo il tragitto è salita a 33/34°C, ad una stazione di servizio ho mangiato un tramezzino e ho sostituito la giacca, molto meglio! Traffico scarso, percorso breve lungo strade secondarie, attraversando paesini con belle casette ma che sembrano morti, va bene che è domenica mattina, ma in giro non c’è anima viva, strade abbastanza monotone, giusto qualche curvetta, un po’ meglio dopo l’entrata in Ungheria. 

Sono venuto ad Héviz ad Alina Villa perché ero già stato qui e si sta bene, è un bel posto e si spende 24 euro, poi so già dove andare a mangiare, anzi, ora mi hanno indicato un nuovo posto di cucina familiare ungherese: Öreng Harang, sembra molto “ruspante” vediamo come finisce: parla anche italiano!!! Antipasto: prosciutto d’oca con fichi e more, secondo: filetto di manzo, patate arrosto, rucola, salsa con noci e frittatina, more. Dessert: strudel, Tutto ottimo! (un po’ caro, 30 euro)

Domani arriverò in Slovenia, a Log Pod Mangartom, un paese non lontano da Caporetto, da Joe’s Place (Joe era un gatto al quale “mancava la parola”) il B&B di Riccardo Aldegheri, il tipo che nel 2015, al ritorno da Odessa, mi ha ispirato il viaggio in Iran, siamo diventati amici e così passo volentieri a trovarlo; su Booking.com dava tutto occupato, ha detto che mi ospita a casa sua!

Arina Villa- Attila ut 122., Hévíz, 8380, Ungheria

(46.800637, 17.191303)



22 Luglio 2019 – 428 km, trentaduesimo giorno

HÉVIZ – LOG POD MANGARTOM

Non avevo la colazione compresa nella camera, per cui mi sono fermato ad una stazione di servizio. Sono partito con l’intenzione di percorrere tutte stradine interne, ma dopo 170 chilometri mi sono ricreduto, troppo traffico locale lento, troppi limiti di velocità, ho preso l’autostrada per almeno 120 km e poi sono uscito per l’ultimo tratto, che vale veramente la pena fare. Dalle parti di Idrija sino a Log Pod Mangartom è una meraviglia, finalmente ho consumato le gomme un po’ dai lati! Arrivato a casa (vecchia casa del 1600 dei suoi trisavoli) di Riccardo abbiamo passato la serata insieme, prima in pizzeria e poi nel suo giardino con una coppia di motociclisti di Zagabria. Buonanotte!

Joe’s Place – Log Pod Mangartom 35 – 5231 Log Pod Mangartom Slovenia

GPS 46°40’09’’N, 13°59’73’’E



23 Luglio 2019 – 430 km, trentareesimo giorno

LOG POD MANGARTOM – SANTA CATERINA VALFURVA

La giornata è iniziata bene, dopo aver salutato Riccardo sono partito e su suo suggerimento sono andato sul Mangart, la montagna proprio a ridosso del paese, raggiungibile con una stradina stretta stretta, arrivato in alto sui 1800 mslm si parcheggia e si sale un breve tratto a piedi, dalla sella un panorama stupendo sulle vette vicine. Per raggiungere Santa Caterina ho percorso la medesima strada dell’altro anno al ritorno dalla Romania e mi sono un po’ rifatto delle lunghe e dritte strade siberiane. Dalle parti di Sesto ho incontrato un tipo polacco con una GS Adventure ultimo modello che andava come un pazzo! Dopo esserci fermati a mangiare un panino abbiamo proseguito assieme sino a San Candido e poi ci siamo salutati. Nel pezzo di strada da Bressanone alla base dello Stelvio la temperatura è salita a 39°C ma n’è valsa la pena perché salire così in alto è sempre emozionante, anche se sinceramente guidare nella strada che sale con tornanti, breve rettilineo e tornanti non è che mi entusiasma, molto più divertente la discesa verso Bormio. Al Passo ho incontrato nuovamente Matthias, il polacco, che ha fatto un altro percorso passando dall’Austria.

Matthias & Leandro

Non indovinereste mai che “lavoro” fa Matthias: il sacerdote!!! Pensavo scherzasse e invece mi ha fatto anche vedere la foto della sua Chiesa in Austria, incredibile il prete più veloce che ho mai visto!!! Mi ha accompagnato per un pezzo sinché la strada era chiusa dalla polizia perché stavano girando un filmato quelli della Honda con il rombo di una NSX che si sentiva per tutta la valle. Ci siamo salutati, mi ha dato la benedizione ed è andato a dormire a Bolzano in un Convento di Francescani. INCREDIBILE!!!

Cena italiana a Santa Caterina Valfurva! Gnam gnam.

Hotel Meublè Adler
Via Freita, 13, Santa Caterina Valfurva, 23030, Italia


24 Luglio 2019 – 441 km, trentaquattresimo giorno

SANTA CATERINA VALFURVA – LA SPEZIA

E anche l’ultima preparazione bagagli è fatta, è uscita l’ultima aria fuori dal borsone impermeabile, pronto per l’ultima tappa di questo lungo bellissimo viaggio!

Ho scelto di dormire a Santa Caterina Valfurva per godermi il Passo Gavia la mattina con poco traffico, salire a media velocità sino ai 2600 mslm su quelle strade senza parapetto è impagabile, ci si sente parte delle le montagne che ti circondano. 

Nella discesa verso Brescia ho pensato di andare a trovare il mio amico Marco, così ho allungato un po’ il percorso ed ho fatto una sosta ad Alzano Lombardo, poi autostrada con una temperatura sui 39°C sino a Fornovo ed infine la nostra Cisa. 

Da lì è iniziato il viaggio e da lì si chiude; è passato più di un mese da quella fresca mattina di giugno sulle strade di Berceto, ora scendendo verso Pontremoli rivivo i momenti dell’andata! 

Ci tengo a dire che in tutto il viaggio non c’è stato nessun episodio negativo, nessuna atmosfera minacciosa, la polizia non mi ha mai fermato e tutte le persone con le quali ho avuto a che fare sono state con me accoglienti e più che gentili, specialmente in Russia 🇷🇺, Kazakistan 🇰🇿 e Ucraina 🇺🇦. 

Negli articoli precedenti non ho mai parlato della moto BMW R1200 GS K50 per scaramanzia, devo dire che è “la moto perfetta”, è stata eccezionale, mai un piccolo segno di cedimento e nessun se pur piccolo inconveniente, sempre perfetta, comoda e confortevole, sempre pronta a rispondere alle mie sollecitazioni, sotto un mezzo diluvio, nei pezzi sterrati e nella strada asfaltata. Visto le lunghe strade rettilinee il cruise control è stato utilissimo per riposare la mano destra, così come l’elettronica generale, dandomi sempre sicurezza nella guida. Una delle scelte più indovinate che ho fatto è quello di essermi portato nelle Vario le muffole, in cinque minuti si montano e sono state veramente comode, sino al Kazakhstan quando la temperatura ha iniziato a superare i 28°C mi hanno protetto dalla pioggia e dalle temperature basse del mattino.

Per quanto mi riguarda, a parte un fastidioso mal di schiena nella tappa Mosca-Nizhny Novgorod, magicamente quasi scomparso la mattina dopo, fisicamente nessun disturbo.

Ringrazio tutti per la partecipazione a questo gruppo, anche quelli che non si sono mai palesati, nei momenti difficili il fatto che voi ci foste mi è stato di aiuto.

Ringrazio naturalmente gli sponsor: PowerBike, concessionario BMW Motorrad di Pallerone-Aulla per aver creduto in me ed avermi supportato con i tagliandi BMW, prima della partenza e al ritorno in Italia.

Ringrazio la Metzeler e Pellegrini Gomme di Caresana Nuova, Riccò del Golfo per la sua simpatia e per avermi fornito le famose gomme che non finiscono mai: Metzeler Karoo Street, il nome mi porta con nostalgia nel 1975, a rivivere l’attraversamento di quel caldo deserto africano, magico e affascinante, a quegli orizzonti lontani, infiniti, come quelli sul mare. 

Fortunatamente gli pneumatici non mi hanno deluso, non si poteva rovinare un così bel ricordo. Metzeler Karoo Street, pneumatici con buona tenuta in tutte le situazioni, ottima su asfalto sia asciutto che bagnato e, secondo la guida e le strade, possono sorprendere anche per il chilometraggio percorso!

Alla prossima.


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